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 Il restauro

Oggi la facciata del Palazzo Valmarana appare con una tonalità cupa, dovuta al depositarsi su di essa di quasi cinque secoli di smog e di polvere.
All’epoca della recente restauro si è deciso con la Soprintendenza di conservare così come è la

tonalità esistente e quindi conservare le marmorine originali , operando un restauro conservativo come trattarsi di affreschi, cioè consolidando le parti che si stavano staccando e colmando i vuoti retrostanti.

Si può quindi affermare, che ci si trova di fronte a uno dei pochi palazzi che conservano il proprio rivestimento di intonaci e marmorine originali.
Le parti lapidee sono rimaste intatte senza interventi di sorta.
Le statue che sostengono gli stemmi nei due angoli della facciata sono stati restaurati molto abilmente dallo scultore Giordani nel 1962/63 e così pure due formelle vandalicamente distrutte.
Non si deve dimenticare l’intervento operato nell’immediato dopoguerra ad opera della Soprintendenza retta dall’ architetto Forlati che ricostruiva parte dell’attico, parte della facciata verso il cortile e il tetto distrutti da un bombardamento aereo nel 1944.
Nel 1962 poi si attuò, con l’approvazione della Soprintendenza ( arch. Guiotto ) il completamento della facciata a sud del cortile. Con questo lavoro due lati del cortile stesso erano perfezionati.
Il proprietario è in attesa da quell’epoca oltre (40 anni) di poter eseguire specularmente gli altri due lati del cortile .

Sotterranei
Incominciando dalle cantine, al momento del restauro avvenuto negli 1961/62, si eseguì lo svuotamento delle cantine stesse, che mai erano state liberate dal terreno proveniente dallo scavo delle fondazioni, si può ancora vedere la riga di malta che scendeva fra una tavola e l’altra che armavano la costruzione dei volti .

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Pavimenti
L’intervento più eclatante è stato la ricostruzione del pavimento del piano nobile , con la riproduzione delle formelle in cotto seguendo il disegno esistente .
Un ottagono del pavimento originale, miracolosamente salvato è stato inglobato in un angolo durante la ricostruzione, i pavimenti in coccio pesto e alla veneziana furono magistralmente restaurati o rifatti.
Un pavimento degno di particolare interesse è quello dello studiolo del Conte, ambiente particolarmente curato in tutti i particolari.
Consiste in rombi di cotto in parte in pasta chiara in parte rossa che ripetono le forme dei rombi dello stemma della famiglia Valmarana.
Il pavimento della più grande sala al piano terra è invece a quadrati di cotto bianco e rosso , per paura dell’usura è stato ricoperto con un tavolato.

I Soffitti
Le travature sono quasi tutte alla Sansovina , quelle più semplici sono con le tavole soprastanti riquadrate da catinelle che riportano lo stemma Valmarana: rombi d’oro in campo blu.

 

 
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