La storia
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La Facciata
La facciata di Palazzo Valmarana presenta un’opera di sorprendente modernità che al tempo 1565, non aveva precedenti.
Mentre nel rinascimento gli elementi di supporto si trovano in un rapporto di equilibrio ora inizia a svilupparsi un concetto che dà una funzione dominante alle parti di supporto, questo predominio si evidenzia sulla facciata con sei lesene gigantesche, che si innalzano per i due piani e reggono un attico fortemente sporgente.
Questi pilastri poggiano su uno zoccolo che percorre tutto l’edificio e che diviene il basamento dei pilastri, i basamenti sono incorniciati da bugne rustiche.
Il palazzo pur avendo una posizione di rilievo nella strada, si integra perfettamente con i fabbricati adiacenti per accortezza dell’architetto, che interrompe l’ordine gigante e inserisce dei pilastri d’angolo che raggiungono solamente il cornicione del pianterreno, e sono sostituiti al piano nobile da statue di guerrieri che, in funzione di cariatidi, reggono il cornicione aggettante dell’attico.
A questo diverso ordinamento di piani corrisponde la posizione delle finestre alle due estremità, sia al piano terreno che al piano nobile le finestre sono più piccole che nel resto della facciata. Al piano terra al posto dei quattro altorilievi, sono stare inserite le finestrelle del mezzanino.
Nel piano nobile , le finestre delle campate esterne sono le uniche a finire con un frontoncino triangolare.
La divisione dei piani avviene tramite un cornicione fortemente articolato, interrotto dai pilastri di ordine gigante, ai quali vengono affiancate delle lesene che sorreggono il cornicione.
 
 
 
 
 
 

Importanti sono i bassorilievi della facciata di Domenico Fontana, che sormontano le finestre del pianoterra del Palazzo, due autentici e due ricostruiti abilmente sulle tracce di quelli distrutti, dallo scultore Giordani (1962).
Sotto una di esse è scritto:" Ars superant naturam"; sotto un’altra, rappresentante levrieri scolpiti con grande finezza, sono incise due parole greche, con le quali si vuole dire che: "La caccia è lo svago più generoso e nobile di tutti".
Entrambi questi emblemi sono scolpiti sulla destra di chi entra. Alla sinistra, sotto una
bell’opera di soggetto storico, c’è: "Ubi periculum, ibi festinandum".
L’iscrizione sopra il portale del Palazzo dà notizia di un episodio del 1581: l’imperatrice Maria d’Austria, figlia di Carlo V, moglie di Massimiliano II e madre di Rodolfo II, con grande seguito, fu accolta in questo palazzo proprietà di Leonardo Valmarana.

" Maria Austria Augusta, Caroli Quinti, Maximiliani Secundi, Rodolphi Secundi Imperatorum filia, uxor, mater, a Philippo fratre Hispaniorum Rege Potentissimo, ad regendum Lusitanorum quondam Regum Imperium nuper partum, e Germania accita per Italiam iter faciens, in his aedibus, quod ipsa ob veterem Austriacorum Principum erga hanc domum clientalam maxime voluit, cum Margarita Maximilianoque filiis Archiducibus, a Leonardo Valmarana Comite eodemque Philippi Regis Pensionario, splendidissimo apparatu accepta fuit. Anno MDLXXXI, VII Kal. Octobris".

 
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